Tabella dei contenuti
L’aggio della tabaccheria è la quota lorda riconosciuta al rivenditore sulla vendita di generi di monopolio e su determinati giochi o servizi. Non coincide però con l’utile del titolare: dall’aggio devono ancora essere sottratti i costi dell’attività, il personale, l’affitto, le utenze, gli oneri finanziari e le imposte.
Capire come funziona l’aggio è indispensabile sia per chi gestisce una rivendita sia per chi sta valutando di acquistare una tabaccheria. Il volume delle vendite, preso da solo, può infatti dare un’immagine fuorviante della redditività reale.
L’aggio rappresenta il compenso lordo spettante al tabaccaio per la distribuzione di prodotti o l’erogazione di servizi per conto di soggetti terzi. In termini semplici, se il cliente paga un prodotto o un servizio, solo una parte dell’importo rimane alla tabaccheria; la parte restante viene riversata al monopolio, al concessionario o al gestore interessato.
Per questo motivo è importante distinguere tre concetti:
Una tabaccheria può quindi movimentare somme elevate senza generare automaticamente un utile altrettanto elevato.
Quando il compenso è stabilito in percentuale, il calcolo di base è semplice:
Aggio lordo = vendite del prodotto o servizio × percentuale riconosciuta
Se, per esempio, una determinata attività genera 100.000 euro di vendite e la quota riconosciuta è pari al 10%, l’aggio lordo è di 10.000 euro. Questo importo non rappresenta ancora il guadagno netto del titolare.
La percentuale non è identica per tutte le attività presenti in tabaccheria. Tabacchi, giochi, servizi di pagamento, ricariche e prodotti acquistati e rivenduti seguono meccanismi diversi. Per un confronto più analitico è disponibile la nostra guida sulle percentuali degli aggi della tabaccheria per prodotto e servizio.
Per i tabacchi lavorati il rivenditore percepisce un aggio sul prezzo di vendita. Anche in questo caso non bisogna confondere la quota lorda con l’utile: alla redditività concorrono la struttura dei costi, il volume delle vendite, gli orari di apertura e l’eventuale personale impiegato.
Chi vuole approfondire esclusivamente questo prodotto può consultare l’articolo dedicato a quanto guadagna un tabaccaio sulle sigarette.
Nel caso dei Gratta e Vinci bisogna separare due operazioni differenti. La prima è la vendita del biglietto, sulla quale il punto vendita riceve il compenso previsto. La seconda riguarda la gestione del biglietto vincente e le procedure di pagamento o prenotazione della vincita.
La vincita del cliente non diventa un guadagno percentuale del tabaccaio. Per evitare equivoci abbiamo separato i due argomenti:
Per stimare il guadagno effettivo occorre ricostruire separatamente ogni fonte di margine e sottrarre i costi aziendali. Una valutazione attendibile dovrebbe considerare almeno:
Il dato più utile non è quindi il semplice incasso, ma il margine normalizzato che l’attività è in grado di produrre in condizioni ordinarie.
Non esiste un moltiplicatore valido per tutte le tabaccherie. Posizione, durata del contratto di locazione, composizione degli aggi, concorrenza, orari, personale, investimenti necessari e stabilità dei ricavi possono modificare sensibilmente il valore dell’attività.
Prima di formulare un’offerta è opportuno confrontare gli estratti conto scalari o i prospetti degli aggi con i bilanci e con la documentazione dei concessionari. Bisogna inoltre verificare se gli importi dichiarati siano ricorrenti o dipendano da eventi eccezionali.
Per approfondire l’analisi economica puoi leggere la guida su come valutare una tabaccheria e l’articolo sui requisiti necessari per acquistare una tabaccheria.
La verifica non dovrebbe limitarsi a una dichiarazione verbale del venditore. Tra i documenti da analizzare rientrano i bilanci o le dichiarazioni fiscali disponibili, i prospetti degli aggi, i contratti relativi ai servizi, il contratto di locazione, il costo del personale e la documentazione amministrativa della rivendita.
È altrettanto importante ricostruire la provenienza del margine: due attività con lo stesso aggio complessivo possono avere rischi e prospettive molto differenti se una dipende quasi interamente da un solo prodotto o servizio.
L’aggio è il punto di partenza per comprendere la redditività di una tabaccheria, ma non è il profitto finale. Una valutazione corretta deve separare incassi, aggi, margini commerciali, costi e utile netto, verificando ogni dato attraverso la documentazione disponibile.
Consulting Italia Group assiste imprenditori e acquirenti nell’analisi e nella compravendita di attività. Una valutazione professionale permette di interpretare correttamente gli aggi e di individuare eventuali elementi economici o gestionali che incidono sul valore della tabaccheria.
Quando si parla di vendita o acquisizione di un’azienda, l’attenzione dell’imprenditore si concentra spesso sul…
Vendere un’azienda industriale, artigianale o produttiva non significa semplicemente trovare qualcuno disposto ad acquistarla. Per…
Quando si parla di acquisizione o cessione di un’azienda, uno degli aspetti che genera più…
Nella valutazione e nella vendita di una piccola o media impresa, il fatturato racconta soltanto…
Per molte piccole e medie imprese italiane, trovare le risorse necessarie per finanziare un progetto…
Cosa sta succedendo davvero nel mercato italiano delle cessioni d’impresa? Quali attività attirano maggiormente l’attenzione…
Visualizza commenti