Categorie: Impresa

Si può recedere dal processo di fusione aziendale?

La fusione fra una o più aziende è il frutto di un iter procedurale abbastanza complesso. Gli interessi sono tanti e le società coinvolte hanno il diritto di fare dietrofront nel caso in cui qualcosa non quadrasse. Quando si può recedere dal processo di fusione aziendale?

Ci sono diverse situazioni che permettono di recedere anche quando la procedura di fusione è stata avviata.

Ecco i casi più comuni:

  • Il socio di una società a responsabilità limitata, destinata a fondersi con una società per azioni, può esercitare il diritto di recesso. L’operazione, infatti, prevede la trasformazione del modello societario. Lo stesso vale, al contrario, per il socio di una società per azioni che sta per essere inglobata da una società a responsabilità limitata.
  • Ci si può tirare indietro da un progetto di fusione anche nel caso di una differenza significativa dell’oggetto sociale delle imprese coinvolte.
  • Trovi altre cause di recesso a carattere legale, invece, nell’articolo 2437 c. c. per le Spa e nell’articolo 2473 c. c. per le Srl.
  • Anche la quotazione sul mercato regolamentato genera la possibilità di abbandono del processo di fusione. È un diritto esercitabile dal socio dell’azienda che sarà inglobata (incorporanda) quando quella incorporante non è quotata sul mercato.
  • Ci sono poi i casi in cui alcune piccole regole non vengono rispettate. Succede, ad esempio, quando nello statuto o nell’atto di costituzione della società che si sta fondendo esistono le clausole di recesso, ma non vengono riportati negli stessi documenti riguardanti l’impresa che sarà frutto della fusione. Per questa ragione si può recedere.

Come avrai notato, le opportunità di abbandono della fusione esistono e sono varie per cui, nel gergo di settore, si parla di “insidia del recesso”.

Le ripercussioni negative di un eventuale recesso

Se ci rifletti, quando uno dei soci partecipanti alla fusione decide di recedere a processo avviato genera una serie di disagi. La fusione comporta un certo investimento in termini di tempo e denaro, soprattutto se è stato varato un piano di sviluppo ambizioso. L’azione di recesso avrà delle ripercussioni sul rapporto di concambio dovuto alla compressione del patrimonio netto. In questi casi si dovrà modificare il concambio determinato in precedenza, nel progetto di fusione, e si parlerà di “concambio aperto”.

Può essere vanificato?

Visti i problemi “per chi resta”, si può in qualche modo rendere nulla un’azione di recesso? In realtà no. L’origine dell’azione risiede nella situazione statutaria di una società differente da quella in cui la situazione di recesso viene avviata.

Talvolta, però, la questione può essere risolta a monte elaborando una intesa pre-fusione. Questa prevede per alcuni soci l’obbligo di acquisto delle quote degli altri eventuali soci che hanno comunicato l’azione di recesso.

Ti è mai capitato di recedere da una fusione aziendale? Siamo a tua disposizione se desideri approfondire l’argomento. Contatta un nostro consulente.

Grazie per la fiducia!
Redazione

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