Quanto guadagna un tabaccaio sulle sigarette? Aggio ed esempi
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Quanto guadagna un tabaccaio sulle sigarette? Il compenso non corrisponde all’intero prezzo pagato dal cliente: al rivenditore resta soltanto l’aggio previsto sulla vendita dei tabacchi lavorati.
Il dato è utile per stimare il contributo delle sigarette alla redditività della rivendita, ma non deve essere confuso con l’utile netto dell’attività.
Qual è l’aggio del tabaccaio sulle sigarette?
Sui tabacchi lavorati l’aggio riconosciuto al rivenditore è comunemente pari al 10% del prezzo di vendita al pubblico. Ciò significa che, su 100 euro di sigarette vendute, la quota lorda della tabaccheria è pari a 10 euro.
I restanti 90 euro non rappresentano un ricavo disponibile per il titolare: comprendono le componenti fiscali e gli importi destinati agli altri soggetti della filiera.
Esempi di guadagno lordo sulle sigarette
| Vendite di sigarette | Aggio lordo al 10% |
|---|---|
| 1.000 euro | 100 euro |
| 10.000 euro | 1.000 euro |
| 50.000 euro | 5.000 euro |
| 100.000 euro | 10.000 euro |
Gli esempi mostrano il margine lordo teorico. Per conoscere il risultato economico effettivo bisogna sottrarre tutti i costi della tabaccheria.
Perché l’aggio non è l’utile netto
Dal compenso lordo sulle sigarette devono essere sostenuti costi come:
- affitto e spese del locale;
- personale e contributi;
- utenze, assicurazione e sistemi di sicurezza;
- gestione amministrativa e fiscale;
- interessi e costi legati al capitale necessario;
- imposte sul reddito dell’attività.
Il guadagno netto dipende quindi dal volume delle vendite e dall’intera struttura aziendale. Una rivendita con vendite elevate ma costi altrettanto elevati può produrre un risultato inferiore a un’attività più piccola e meglio organizzata.
Le sigarette bastano a rendere redditizia una tabaccheria?
Le sigarette possono rappresentare una parte importante dell’attività, ma generalmente la redditività complessiva deriva dall’unione di più fonti: altri tabacchi, giochi, servizi di pagamento, ricariche e vendita di prodotti commerciali.
La diversificazione permette di aumentare il margine medio e di ridurre la dipendenza da una sola linea di ricavo. Per confrontare le diverse componenti puoi consultare la guida sulle percentuali degli aggi in tabaccheria.
Come verificare le vendite di sigarette
Quando si valuta l’acquisto di una tabaccheria, il volume dichiarato deve essere verificato tramite documentazione. È opportuno controllare i prospetti degli aggi e delle levate, confrontandoli con bilanci, dichiarazioni fiscali e andamento storico.
Bisogna inoltre capire se le vendite sono stabili, in crescita o in diminuzione e se dipendono da fattori specifici come posizione, passaggio, orari e concorrenza nelle vicinanze.
Vendite, aggio e valore della tabaccheria
Il fatturato delle sigarette non può essere usato da solo per attribuire un valore all’impresa. Il compratore deve ricostruire l’aggio complessivo, gli altri margini, i costi normalizzati e il reddito effettivamente trasferibile.
Per comprendere il metodo generale leggi la guida sull’aggio della tabaccheria e sul calcolo del guadagno. Per un’analisi dell’azienda nel suo insieme consulta invece come valutare una tabaccheria.
Conclusione
Il tabaccaio trattiene sulle sigarette un aggio lordo, non il prezzo totale della vendita. Il riferimento del 10% permette di effettuare una prima stima, ma il vero risultato economico emerge soltanto dopo avere analizzato costi, altri aggi e margini commerciali della rivendita.











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