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No: fatturato e volume d’affari non sono sempre la stessa cosa. Nel linguaggio comune vengono spesso usati come sinonimi e, nelle attività più semplici, i due importi possono anche coincidere. Dal punto di vista fiscale, però, il volume d’affari è una grandezza IVA definita dall’articolo 20 del DPR 633/1972, mentre “fatturato” è un termine più generale, usato per indicare il valore delle vendite e delle prestazioni fatturate in un periodo.
La distinzione diventa importante quando si confrontano bilanci, dichiarazioni IVA, requisiti dimensionali o dati utilizzati per la valutazione di un’azienda. Vediamo quindi che cosa comprende ciascun valore, come si calcola e in quali casi può essere diverso.
| Elemento | Fatturato | Volume d’affari |
|---|---|---|
| Che cos’è | Valore delle vendite di beni e delle prestazioni di servizi fatturate in un periodo | Ammontare delle operazioni registrate o soggette a registrazione ai fini IVA nell’anno solare |
| Riferimento | Uso economico, commerciale e contabile | Art. 20 del DPR 633/1972 |
| IVA | Normalmente considerato al netto dell’IVA | Calcolato al netto dell’IVA |
| Periodo | Mese, trimestre, esercizio o altro intervallo | Anno solare ai fini IVA |
| Possibili differenze | Dipendono dalla definizione adottata e dal perimetro delle fatture considerate | Prevede inclusioni ed esclusioni stabilite dalla disciplina IVA |
| Dove si trova | Contabilità, fatture emesse e dati di bilancio | Dichiarazione annuale IVA, quadro VE |
In sintesi: i due valori spesso sono vicini, ma non vanno considerati automaticamente identici. Prima di confrontarli bisogna verificare il periodo, il criterio contabile e le operazioni incluse.
Il fatturato indica, in termini generali, il valore complessivo delle vendite di beni e delle prestazioni di servizi effettuate da un’impresa in un determinato periodo. Si calcola normalmente al netto dell’IVA e tenendo conto di resi, sconti e note di credito.
Una formula pratica è:
Fatturato = vendite di beni + prestazioni di servizi − resi, sconti e note di credito
Il fatturato misura quindi la capacità dell’impresa di generare vendite, ma non dice quanto l’azienda abbia guadagnato. Per conoscere la redditività bisogna sottrarre costi, ammortamenti, interessi e imposte. Per questo è utile distinguere anche utile e fatturato.
Il volume d’affari è un concetto tecnico della normativa IVA. L’articolo 20 del DPR 633/1972 lo definisce, in sostanza, come l’ammontare complessivo delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi effettuate, registrate o soggette a registrazione nell’anno solare, considerando anche le variazioni previste dalla normativa.
Nel volume d’affari rientrano, secondo le regole IVA applicabili al singolo caso, operazioni imponibili, non imponibili ed esenti. Sono invece previste specifiche esclusioni: tra le più note vi sono le cessioni di beni ammortizzabili e alcuni passaggi interni tra attività separate.
Il dato non coincide con l’IVA incassata né con il totale lordo delle fatture: viene determinato al netto dell’imposta. Il riferimento operativo è la dichiarazione annuale IVA, in particolare il quadro dedicato alla determinazione del volume d’affari.
Fatturato e volume d’affari possono coincidere quando l’impresa svolge operazioni ordinarie tutte rilevanti ai fini IVA, non effettua operazioni soggette a particolari esclusioni e adotta lo stesso periodo e lo stesso perimetro per entrambi i calcoli.
È il caso frequente di una piccola impresa che vende esclusivamente beni o servizi della propria attività caratteristica in Italia e non cede beni strumentali nell’anno. Se le fatture attive, al netto di IVA e note di credito, ammontano a 300.000 euro, il fatturato considerato con questo criterio e il volume d’affari possono essere entrambi pari a 300.000 euro.
La differenza emerge quando il totale comunemente chiamato “fatturato” comprende operazioni che la disciplina IVA tratta in modo specifico oppure quando si confrontano dati costruiti con criteri temporali diversi.
Immaginiamo un’impresa con 500.000 euro di vendite ordinarie che, nello stesso anno, cede un macchinario aziendale per 30.000 euro. Nel totale delle fatture emesse si possono vedere 530.000 euro; ai fini del volume d’affari IVA, però, la cessione del bene ammortizzabile è esclusa e il valore resta 500.000 euro.
Il fatturato desunto dalle fatture e i ricavi riportati nel bilancio possono differire perché rispondono a logiche diverse. Il volume d’affari segue le regole IVA e l’anno solare; i ricavi di bilancio seguono il principio di competenza economica. Una fattura anticipata o riferita a prestazioni che interessano più esercizi può quindi produrre valori non allineati.
Esportazioni, operazioni intracomunitarie, operazioni esenti, note di variazione e operazioni non territoriali possono incidere sul calcolo secondo regole specifiche. In questi casi non è corretto limitarsi a sommare il totale finale delle fatture: bisogna esaminare la natura IVA di ciascuna operazione.
Per approfondire il confronto contabile, leggi anche la differenza tra ricavi e fatturato e la guida su come calcolare il fatturato aziendale.
Fatturato e volume d’affari descrivono la dimensione delle operazioni, non il valore economico dell’impresa. Due aziende con lo stesso fatturato possono avere margini, indebitamento, rischio e capacità di generare cassa molto diversi.
In una compravendita aziendale è quindi necessario verificare la coerenza tra fatture, dichiarazioni IVA, bilanci e incassi. Il fatturato storico è un punto di partenza, ma la valutazione richiede anche l’analisi della redditività normalizzata, del capitale circolante, dei debiti e delle prospettive future.
Non sempre. Nel linguaggio comune possono essere usati come sinonimi e spesso coincidono, ma il volume d’affari è un dato IVA disciplinato dall’articolo 20 del DPR 633/1972 e prevede inclusioni ed esclusioni specifiche.
No. Il volume d’affari è determinato al netto dell’IVA. L’imposta addebitata al cliente non costituisce un ricavo dell’impresa.
Il dato è determinato nella dichiarazione annuale IVA, nel quadro VE. Per leggerlo correttamente occorre considerare anche le istruzioni relative all’anno d’imposta interessato.
Le cessioni di beni ammortizzabili sono escluse dal volume d’affari ai sensi dell’articolo 20 del DPR 633/1972, pur essendo operazioni da documentare e trattare correttamente ai fini IVA.
No. Il fatturato nasce dalle vendite e dalle prestazioni fatturate; l’incassato è il denaro effettivamente ricevuto. Una fattura a pagamento differito aumenta il fatturato prima che aumenti la liquidità.
Non necessariamente. Le fatture seguono le regole IVA, mentre i ricavi di bilancio sono attribuiti all’esercizio secondo il principio di competenza economica.
No. Un’impresa può avere vendite elevate e margini bassi o negativi. Per valutare la redditività bisogna analizzare costi, margini, EBITDA, EBIT, utile e flussi di cassa.
Alla domanda “fatturato e volume d’affari sono la stessa cosa?” la risposta corretta è: possono coincidere, ma non sono automaticamente identici. Il fatturato è un indicatore economico-commerciale; il volume d’affari è una grandezza IVA con un perimetro definito dalla legge. Quando il dato serve per dichiarazioni fiscali, contratti, finanziamenti o valutazioni aziendali, è opportuno verificare il criterio adottato con il proprio commercialista.
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